Zeza Candidese

La ZèZa Candidese: Cantata popolare Scritta da autori sconosciuti verso la metà del 1600. Trae spunto da vicende familiari romanzate in chiave ironica. Ideata sul modello delle antiche Fabule Atellane, veniva rappresentata agli inizi del 1700 durante le festività del Carnevale dai Lazzaroni per i quartieri e le piazze di Napoli. Si diffuse con caratteri diversi nelle provincie del regno assumendo una connotazione locale adattata alle proprie tradizioni, deviata dal testo originale conservando la chiave di rappresentazione. Attori occasionali e compagnie di quartiere riunitosi per l''occasione venivano annunciati da banditori o musicanti al suono di tamburi e tamburelli, precedevano i commedianti chiamando la gente ad assistere alla rappresentazione. La Zèza Candidese, adattata al testo originale non è altro che una storia d''amore tra don Nicola e Vecenzella, ostacolata dal padre Caparrone e difesa dalla madre Zèza, che vede in questo fidanzamento una buona occasione per la figlia di maritarsi. Un ruolo importante è rappresentato dal Vicario scassato e dall''amico Pulcinella che cercano di mettere pace al conflitto generato da questo fidanzamento ostacolato dal diavolo che crea disordine. La storia si arricchisce di altri personaggi come la vecchia scandellata e la vecchia fila filessa che distribuiscono perle di saggezza, il medico Sbrakeman grande luminare e bramoso di denaro, la Provocante moglie del medico dagli atteggiamenti sensuali ed equivoci, l''infermiera, il postino, il prete e il sacrestano fesso. Un puro divertimento frutto di battute e doppi sensi che all''inizio del 1800 portarono le autorità di pubblica sicurezza, sotto pressione della chiesa, a proibirne la rappresentazione per il linguaggio troppo licenzioso. La Zèza viene riscoperta agli inizi del 1900 e riportata tra le piazze con le caratteristiche di una volta.